news/ La casa dove vivi è salubre? E’ vero che vivere in una casa tradizionale ci fa ammalare? 2


“La scomoda verità” che  banchieri, politici e grandi multinazionali
si ostinano a non voler vedere…

 

JanezPotocnik Commissario europeo per l’Ambiente dal 2010 al 2014 durante una conferenza tenutasi il 2 Ottobre 2015 a Torino sul tema“Transition to a resource efficient economic model and the role of science in the process” ha presentato molto schiettamente  “la scomoda verità” che banchieri, politici e grandi multinazionali si ostinano a non voler vedere: non basta un Pianeta per assicurare il benessere di una popolazione, che cresce a ritmi inimmaginabili: eravamo 7 miliardi nel 2011 e saremo 8 miliardi nel 2024,  nessun Paese al mondo si trova attualmente nella fascia di sostenibilità compatibile con il concetto di benessere sociale, in particolare, i paesi membri dell’UE  si trovano tutti nell’area di massima insostenibilità. 

Secondo Latouche, filosofo ed economista francese  è necessario che la tecnologia resti “uno strumento svincolato dalle logiche di mercato. Finché a finanziare la tecnologia saranno le grandi imprese multinazionali essa non potrà che rispondere ad esigenze diverse da quelle del progresso sostenibile di una società. L’evoluzione tecnologica può aiutare ad affrontare dei problemi, ma i grandi problemi di oggi sono di natura sociale, che nessuna tecnologia può risolvere”.

 

Oggi più che mai è giunto il momento di far fronte alla crisi socio-culturale, al degrado in cui versano i centri urbani e l’ambiente e soprattutto alla precarietà della nostra salute. Sino ad oggi, architetti, ingegneri, geometri e tecnici del settore non sono stati in grado di dare soluzioni a questi temi ma hanno solo provveduto con tentativi che si sono rivelati vani, a peggiorare il modo di intendere e di  progettare la casa. Ciò che è venuto a mancare è  un’analisi globale sul fallimento dell’Architettura e la lucida consapevolezza di doversi schierare, se necessario, contro la politica per sconfiggere alcuni stereotipi che impediscono all’Architettura di essere fatta in maniera positiva e secondo i principi naturali che vanno verso la sostenibiltà ambientale e la salute dell’uomo.

Serge Latouche. La decrescita felice

Che cosa è  la sindrome dell’edificio malato?

Le conseguenze sulla salute dell’attuale rivoluzione tecnologica accelerata, riflettono quelle dell’epoca industriale. Può darsi che stiano scomparendo molte patologie provocate dal lavoro (come la mesotelioma dell’asbesto e l’avvelanemento da piombo delle tubature) e quelle che possono essere direttamente ricondotte alle insufficienze progettuali, di pianificazione o dei servizi edili (come problemi intestinali o respiratori) ma adesso ci troviamo di fronte a disturbi ancora più insidiosi che provengono dai nostri rapporti sociali più complessi  e dallo sviluppo delle tecnologie a base chimica. Gli edifici possono apportare un contributo significativo ai disturbi e alle malattie che derivano dalla situazione attuale.
Tali malesseri possono derivare da conseguenze non previste e  non studiate di alcuni aspetti progettuali come nel caso del morbo del legionario, identificato nel 1976, provocato dall’acqua contaminata delle torri di raffreddamento dei sistemi di aria condizionata, e poi inalato sotto forma di spray.
La così definita ”sindrome da edificio malato” è la conseguenza di una progettazione edile insufficiente; una pessima scelta dei materiali impiegati nella costruzione dell’edificio e pratiche lavorative debilitanti sono la causa della creazione di un ambiente di vita e di lavoro dannoso per salute di chi lo vive, di chi lo costruisce e di chi lo progetta.
Ad esempio la finitura del pavimento, la finitura dei mobili, la pittura delle pareti, possono emettere sostanza altamente inquinanti e dannose, come i clorofurocarburi (CFC) e la formaldeide, i VOC  e tanti altri…
I CFC sono gas che venivano e vengono ancora usati nelle bombolette spray  per far uscire il prodotto nebulizzato (lacca, vernice, ecc.), sono gas (molto leggeri) che salgono nell’atmosfera e si stabilizzano alla stessa altezza dell’ozono creando delle “bolle” dove l’ozono manca (il famoso “buco” dell’ozono). Cosa c’è di male in tutto ciò? Che l’ozono nelle parti alte dell’atmosfera ci protegge dai raggi ultravioletti più dannosi, e mancando questo “filtro” di protezione, l’esposizione al sole sarà via via sempre più pericolosa con il rischio sempre più serio di sviluppare cancri della pelle (melanoma).
Le principali molecole di formaldeide provocano un tasso di incidenza di cancro al naso ed alla gola superiori al normale, dato emerso da sperimentazioni sui roditori. Conseguentemente è stato appurato che tali sostanze presenti negli edifici, sono rappresentate dai prodotti per detergere la casa (deodoranti,detergenti, etc.), da alcuni materiali o trattamenti di essi, impiegati in fase di realizzazione dell’edificio ma anche nell’arredo come, le vernici, i solventi, i collanti, e gli isolanti a base di schiume poliuretaniche e da certe tipologie di legno come i truciolati (spesso usato nella realizzazione dei pensili delle cucine componibili). La formaldeide viene prodotta anche da diversi tipi di impianti di riscaldamento e condizionamento ed è presente durante i processi di combustione, dal metabolismo umano come il fumo di sigaretta. 

Quindi? è possibile rimediare?

Costruendo “case passive” si risparmiano soldi e tonnellate annue di CO2, con ricadute positive tanto sul portafoglio quanto sulla nostra salute e sull’ambiente!
Un’abitazione costruita facendo attenzione all’efficienza energetica, all’illuminazione e ventilazione naturale, all’impiego e alla scelta dei materiali con scarsi valori di VOC, FORMALDEIDE, CFC e con bassa energia intrinseca, sono elementi che favoriscono SALUTE E BENESSERE. Inoltre, una casa tradizionale “costa” circa 145 kilowatt all’ora al metro quadro, mentre quella costruita secondo i criteri della bioarchitettura, solo 15 kilowatt all’ora per metro quadro, ciò ci insegna che, costruire o ristrutturare case che sotto il profilo del bilancio energetico consumano meno energia di quella che producono, genera risparmio economico e riduce sensibilmente  le emissioni di gas serra in atmosfera abbassando la percentuale di malattie dovute alla “sindrome dell’edifico malato”.

Ma cosa c’è oltre il benessere dell’abitare? La “perfezione del luogo”

La salute del pianeta e dei suoi abitanti va oltre i concetti di benessere dell’abitare. Un attento progettista può risolvere i problemi di cui sopra, procedendo alla progettazione bio-climatica,  ma vista nel contesto della definizione di benessere, la semplice creazione di un edificio che sia ad alta efficenza energetica e costituita da materiali e componenti non dannosi per la salute, potrebbe non bastare.
Il progettista e l’abitante dovrebbero trovare quel sottile legame di qualità che unisce l’abitante dell’edificio, e l’edificio al luogo; un fenomeno che porta l’abitante a pensare che quell’edificio, o parti di esso, sia il proprio luogo “speciale”, un luogo che produce armonia, ordine e, molto spesso, inequivocabile perfezione.
Questo benessere si avvicina ad una spiritualità individuale, ad un’esperienza profonda dove una casa può offrire un contributo specifico, garantendo non solo il giusto apporto salutare, ma anche una grande energia interiore. Il senso di ”perfezione di un luogo” è praticamente impossibile da definire, lo si può conoscere solo quando lo si prova.

Spunti e bibliografia:
Atlante della Bioarchitettura, sito www.architetturaecosostenibile.it “Il ruolo della scienza nello sviluppo sostenibile: l’opinione di Janez Potocnik”, La Sindrome dell’edificio malato di Stefano Albo (SICK BUILDING SYNDROME) 

A proposito…

Vuoi conoscere quali sono le tecniche usate nel 2016 nel quale è possibile sperimentare un perfetto rapporto tra clima, edificio e benessere Allora non puoi proprio perderti questo articolo (clicca qui).

Oppure vuoi approfondire al tua conoscenza in merito all’ABITARE SALUTARE ? Bhè (clicca qui)
Presto scoprirai con un solo clik quali sono i per quale motivo è importante
è bene  abitare sostenibile e salutare.

Una preziosa risorsa gratis che lo studio Arch.Officina ha il piacere di regalarti


Commenti

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

2 thoughts on “news/ La casa dove vivi è salubre? E’ vero che vivere in una casa tradizionale ci fa ammalare?

  • Rispondi
    Smithd150

    I think this is among the most significant info for me. And i am glad reading your article. But want to remark on some general things, The website style is wonderful, the articles is really great D. Good job, cheers ebgededdeddbbcdf